Pillola Velenosa

Il mondo in poche righe. Lontano da luogo comune ed ideologie

Fiat, Chrysler, Opel: vantaggi, ragioni e controversie

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fiat

Segnalo un interessante articolo apparso su Lavoce.info (comprende annotazioni) di Carlo Scarpa che analizza le recenti operazioni di finanza straordinaria intraprese da Fiat.
Ho arricchito l’articolo di miei commenti; eccone uno:

«Opel e i marchi Fiat sono concorrenti, oggi più che mai.»

È vero: sarà molto difficile per FIAT, qualora l’accordo con Opel riuscisse, evitare che i prodotti delle due gamme si sottraggano mercato a vicenda.
Va detto che spesso le acquisizioni trovano giustificazione nella necessità di dare seguito ad un’opportunità; questa arriva di rado nel momento giusto, ma viene colta pur di non lasciarla alla concorrenza, o al fine d’inglobare parte della concorrenza stessa.
In questa occasione, come già sottolineato nell’articolo, pare tuttavia plausibile che l’acquisizione di Opel sia volta a generare massa critica, rappresentata dai quei 6 milioni di auto a cui Marchionne guarda quali obiettivo.

Berlusconi e Caso Mills secondo The Guardian

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soldi2

Caso Mills, Berlusconi ha pagato la tangente.

La sentenza depositata il 19 maggio dai giudici di Milano rende esplicito quello che era implicito fino a tre mesi fa: il denaro che è servito a corrompere l’avvocato britannico David Mills proveniva dal magnate e presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi. I giudici milanesi hanno condannato Mills a quattro anni e sei mesi di carcere, oltre al pagamento di una multa, per aver testimoniato il falso in due processi, nel 1997 e nel 1998, per proteggere Silvio Berlusconi. In cambio, Mills ha incassato una tangente da 600mila dollari. Il presidente del consiglio italiano non è attualmente sotto processo, perché il suo governo ha promosso una legge che gli garantisce l’immunità, ma è finito sotto il fuoco incrociato dei leader dell’opposizione, che gli chiedono di rinunciare all’immunità. Berlusconi, in un tacito riconoscimento della gravità della situazione, ha accettato di riferire in parlamento sulla vicenda, anche se non ha ancora fissato una data.

Da The Guardian, via Internazionale

Aduniamoci (da Ennio Flaiano)

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Sipario

Riporto alcune parole di Ennio Flaiano, riprese dal blog Libri di Internazionale:

«Un’avida e pacifica società, che fino ad ieri si radunava per divertirsi, ha ora scoperto che altrove ci si aduna anche per pretesti che non siano il cibo e l’amore: per l’arte e per la politica. Comunque, è necessario adunarsi, partecipare. Il mondo guarda e forse domani il giornale porterà un resoconto imparziale. E mai perdere un colpo! Gli aeroplani scaricano ogni giorno nuovi genii che bisogna ricevere, conoscere, fotografare. E che bisogna anche meravigliare con lo spettacolo della nostra saggezza e opulenza. Se arriva il poeta inglese nessuno di coloro che lo sentono nominare per la prima volta vuol mancare. Ma i più furbi sanno che i posti migliori sono vicino alla porta e se ne vanno allegramente a metà conferenza: anche la cultura ha un limite! Ma, calma: sono previsti nuovi arrivi. La politica, l’arte, la letteratura, il pensiero contemporaneo possono dormire tranquillamente: la mondanità li protegge. In un salotto scopriamo infine che in fondo a questi istruttivi giochi contemporanei si erge tuttavia, maestoso come un iceberg, l’antico buffet. Qui i convenuti depongono il loro ipocrita fervore davanti al volto impassibile dei camerieri. Non avranno mai la loro complicità».

(Ennio Flaiano, Taccuino 1948)

Parole fascinose.

Scritto da facens

20 maggio 2009 alle 10:39

Pubblicato in Segnalazioni

Berlusconi secondo il Times di Londra

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berlusconi

Vi segnalo questo articolo (comprende annotazioni) tramite Repubblica.it, che descrive il contenuto di un editoriale riguardante il Presidente Berlusconi, editoriale comparso sul Times di Londra.
Tanto per la cronaca, Rupert Murdoch è il proprietario del Times di Londra.

L’editoriale non lascia spazio a scrupoli:

Queste sono le azioni di un uomo ricco e potente che tratta la politica e i media come feudi.

Scritto da facens

18 maggio 2009 alle 20:19

I soldi pubblici al teatro/4 – Inchiesta sulla Lirica

con 3 commenti

giuseppe_verdi

Segue da:

Ancora su questo argomento – come intendete mi preme molto.
Segnalo l’ennesimo approfondimento; questa volta un’inchiesta sulle fondazioni lirico-sinfoniche.

L’inchiesta è apparsa su Il Giornale del 28 aprile 2009. Potete leggerla attraverso l’Istituto Bruno Leoni.

«Vi immaginate un duetto tra un ballerino 52enne e una étoile di 47 anni? Sembra uno scherzo, eppure potrebbe capitare di vederli volteggiare per davvero in un teatro, ma solo in Italia.»

Vi lascio il resto.

Con i blog (non) si guadagna

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franklin2

«Con i blog si guadagna, e in alcuni casi pure parecchio: questa è la tesi del WSJ (ripresa nei giorni scorsi anche da Repubblica.it e Corriere.it).»
da Tagliablog

Al sentire quest’affermazione pronunciata dal telegiornale, e le considerazioni successive, mi è sfuggito da ridere.
Apprendo poi che bastano 100.000 visitatori unici l’anno per guadagnare 75.000$ e posso cominciare a sbellicarmi.

Per capire qualcosa e forse ridere anche voi, leggete Tagliaerbe.

Scritto da facens

28 aprile 2009 alle 16:25

I soldi pubblici al teatro/3

con 3 commenti

Sipario

Segue da:

Segnalo un articolo dall’Istituto Bruno Leoni sui finanziamenti pubblici al teatro.
Mi vengono in mente certe parole, di non ricordo più chi. Cito a memoria:

«Un tempo erano necessarie 1000 ore di lavoro per costruire un’automobile, ora ne bastano 10.
Per preparare un quartetto di Mozart sono necessarie le stesse 1000 ore, ora come due secoli fa.»

Segue su:

Scritto da facens

27 aprile 2009 alle 17:30

Debora Serracchiani parla: Franceschini ride

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«Debora Serracchiani? E chi è?» – direte.
Ebbene, con un discorso di soli 13 minuti questa donna si è guadagnata sul campo l’attenzione di tutto il Partito Democratico.
Debora Serracchiani è segretario del Partito Democratico ad Udine.
Ha 38 anni e qualcuno, fiducioso, l’acclama: «Obama!».

Scritto da facens

26 marzo 2009 alle 11:20

Crisi economica: analogie (e differenze?) con la crisi del ’29

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Leggo questo articolo di Antonio Martino (comprende annotazioni) ed avverto la terra tremare.

L’autore riprende le riflessioni di Amity Shlaes, studiosa di storia economica.

Eccole riassunte

  • Il presidente Herbert Hoover (1929-1933) si lasciò andare a misure protezionistiche;
    Obama propone la politica del “buy American”.
  • Hover ed il successore Roosvelt ricorsero alla spesa pubblica come rimedio alla crisi economica;
    Obama: idem;
    Nessuno, allora nè oggi, sembra curarsi degli effetti di aumenti così importanti della spesa pubblica.
  • La disoccupazione è ben lungi dal 25% del ’29.
  • Aggiungo: sembra che i redditi siano in aumento.
  • Le possibilità di ripresa delle economie avanzate sono maggiori che in passato.
  • Herbert Hoover al momento della sua elezione nel 1929 era popolarissimo, proprio come Obama;
    oggi Hoover è diventato sinonimo di incompetenza, arroganza e cattiva amministrazione.

Ora le analogie si estendono alla sfera politica. Qui sono in disaccordo.

Gli anni Trenta furono anche gli anni dell’affermarsi del nazismo, dello sviluppo di un antisemitismo virulento e sanguinario, gli anni in cui la voce di chi, come Winston Churchill sosteneva la necessità di affrontare il nazismo e riarmarsi, veniva sopraffatta dalla politica dell’appeasement, l’idea che con le armi della diplomazia si potesse arrivare ad un accomodamento con Hitler scongiurando il conflitto. Il coronamento si ebbe con l’accordo di Monaco del 29 settembre 1938. Il commento di Churchill, rivelatosi profetico, fu: “Gran Bretagna e Francia dovevano scegliere fra la guerra ed il disonore. Hanno scelto il disonore. Avranno la guerra.”

Il riferimento è chiaramente all’Iran ed al suo presidente Ahmadinejad.
Martino precisa che il riferimento c’è, ma senza la volontà di instaurare un paragone.

Sarebbe difficile negare che oggi come allora l’Occidente si trova a dover fronteggiare la minaccia del fanatismo antisemita ed antioccidentale e che nuovamente il suo atteggiamento sembra improntato alla convinzione che qualsiasi problema possa essere risolto col “dialogo”, cioè con le chiacchiere.

Mi dispiace ma sono in disaccordo. Non so come la pensiate ma credo più al dialogo che alle bombe.
Bisognava fermare Hitler a Varsavia. Qui è il punto: Hitler occupò la Polonia e nessuno reagì.

TG3: il TG più imparziale

con 2 commenti

berlusconi

Questo grafico mostra il tempo dedicato dal TG3 a maggioranza ed opposizione.
Nel periodo 2001-2006 i valori sono molto vicini: questo è indice d’imparzialità.

A questo indirizzo trovate un articolo molto documentato di Riccardo Puglisi (comprende annotazioni)

Scritto da facens

26 marzo 2009 alle 00:33

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